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mercoledì 18 febbraio 2026

Miss Sanny in "Intervista in sessione"

 





Anni fa, agli inizi diciamo, mi proposero più volte di partecipare a interviste sul tema ma ho sempre declinato. Poi però, con le sessioni reali, si è verificato sporadicamente che qualcuno volesse più una sorta di sessione-chat che vera sessione.

E ad ogni modo, chiariamo prima un concetto: quello di sessione. Molti pensano sia esclusivamente un incontro Mistress-slave e di conseguenza BDSM. Non è cosi. O meglio, non sempre. Difatti quello che sto per pubblicare è un dialogo avvenuto durante una sessione reale tra me e un mio ammiratore, ammaliato da me e dal fascino dei miei piedi velati.

Ovviamente la privacy del mio slave è sacra e inviolabile, persino per una Mistress. Su questo NON ci dovrebbe essere MAI un problema (ma non tutti siamo uguali...) e quindi lui non ha nome nè volto.

Mi contattò dopo aver letto vari miei post, soprattutto sul mio blog dove ci spendo del tempo per esprimere qualcosa di più profondo rispetto al classico e standard post sui social dove si punta più alla foto e al reel che al contenuto vero e proprio.

Ha gradito la mini-serie "Il trionfo della Dea del Nylon" sempre sul blog e insomma, dopo alcuni minuti di chat, parlammo un pò sul "da farsi", data la sua particolare richiesta.
Lo spiego perchè chi mi conosce sa che non recito mai un copione nelle sessioni ma questa era davvero una cosa insolita e in linea di massima era giusto conoscerne i dettagli.. 

E cosi accadde che, in quel di Milano, ci si incontrò. 
Lui (lo chiamerò Cris, nome di fantasia) prenotò la camera di un mini residence per una notte, nel quale io feci check-in prima e mi misi comoda. Dopodichè arrivò e io, come da accordi, lo attesi con un outfit a lui molto gradito: un mini abito non troppo sexy, calze di nylon vintage e ciabattine col tacco (una calzatura che slanciasse il piede e che lo mostrasse al meglio...). Buongustaio Cris!

Dopo i saluti dal vivo e qualche minuto di ambientamento, cominciammo e lui, armato di treppiedi e smartphone, cominciò le riprese per suo uso personale e privato, cominciando ciò che voleva realizzare con me: semplice conversazione, sbirciando di tanto in tanto me e i miei piedi...

Il gioco era semplice: Io ero la Padrona di casa e lui l' ospite curioso, tipo giornalista blogger. Io gli offrivo il caffè, lo facevo accomodare sul divano ecc.ecc e lui faceva domande sul mio essere donna e soprattutto Miss e Mistress.

Cris: Veste molto femminile vedo, e anzi a tal proposito le faccio i complimenti!
Io: Grazie! Si, mi piace essere Donna e sentirmi tale e come tale adoro le mise eleganti.

Cris: Vedo. E da quanto è Miss e Mistress?
Io (sorridendo, accavallando le gambe): Oh, domanda diretta… mi piace.
Direi che Miss lo sono sempre stata, fin da quando ho iniziato ad amare la cura dei dettagli, la grazia nei gesti, l’eleganza anche nei momenti più semplici.
Mistress invece… è arrivata dopo. Quando ho capito che essere Donna significava anche saper guidare, decidere, e pretendere rispetto e dedizione.

Cris (accennando un sorriso curioso): Quindi le due cose convivono in lei?

Io: Esattamente. Miss e Mistress sono due facce della stessa medaglia. La dolcezza e la fermezza, il piacere e il controllo. Una gioca con l’altra… e nessuna delle due perde mai.

Cris (inclinandosi leggermente in avanti, con tono più confidenziale):
Interessante… ma mi permetta una curiosità: c’è stato qualcuno, o magari un evento particolare, che l’ha spinta in questa direzione? Voglio dire, nel diventare Miss e Mistress…

Io (sorrido, giocherellando con il cucchiaino nella tazzina):
Diciamo che nulla nasce per caso. Certo, c’è stato un incontro: quello con il mio compagno. Una persona che ha saputo comprendere e valorizzare il mio lato più femminile e dominante allo stesso tempo. Con lui ho potuto esplorare, crescere e capire che la femminilità può essere anche forza e consapevolezza.

E poi… beh, anche alcune esperienze professionali hanno avuto un peso importante.
Da ormai quattro anni sono la brand testimonial di IntimoPerTe.com, un progetto che amo e che rispecchia perfettamente il mio modo di essere: sensuale, curata, ma soprattutto autentica.

Lui ha fatto i suoi primi acquisti proprio lì e, vivendo a pochi chilometri di distanza, ha preferito ritirare personalmente la merce in magazzino. Da quel momento si è creato un bellissimo rapporto con il gestore del sito, che presto è diventato un amico. E così, su idea condivisa tra lui e il mio uomo, è nata la proposta di farmi diventare la brand testimonial. All’inizio erano solo poche collaborazioni, ma con il tempo il progetto è cresciuto — e io con lui.
Ne vado sinceramente fiera.

Cris (annuisce, visibilmente intrigato):
Capisco. Quindi potremmo dire che Miss e Mistress non sono ruoli, ma… parti di lei?

Io (con un piccolo sorriso e lo sguardo diretto nei suoi occhi):
Esattamente. Non interpreto nulla… semplicemente sono me stessa.

Cris (accennando un sorriso mentre appoggia la tazzina sul piattino):

Devo dire che è una storia davvero affascinante. È raro trovare un equilibrio così naturale tra vita privata e professionale… soprattutto quando entrano in gioco elementi come la sensualità e il controllo.

(Cris mi osserva un momento, poi continua con tono più diretto)
Posso chiederle una cosa un po’ più personale? Quando posa o collabora con il marchio, quanto di Miss e quanto di Mistress c’è in quelle immagini?

Io (incrocio lentamente le gambe, con un piccolo sorriso che gioca all’angolo delle labbra):
Ah… domanda interessante. Direi che in ogni scatto c’è sempre un po’ di entrambe. La Miss emerge nella cura dei dettagli, nella grazia, nella femminilità elegante che amo trasmettere.
La Mistress, invece, si intravede negli sguardi, nei gesti, in quella sottile sicurezza che non ha bisogno di parole per imporsi. Quest' ultima poi specialmente quando poso per articoli più "sul pezzo"...

Ogni servizio fotografico è come un piccolo gioco di equilibrio: seduzione e controllo, dolcezza e decisione.
E credo che sia proprio questo a rendere autentico il mio modo di rappresentare IntimoPerTe.com — perché non interpreto un ruolo… vivo semplicemente me stessa e le mie "chiamiamole pure sfaccettature" anche se non credo sia proprio il termine corretto.

Cris (socchiude gli occhi, curioso, quasi affascinato):
Capisco… quindi, in un certo senso, la sua forza nasce proprio dall’essere se stessa.
Ma mi chiedo, e glielo chiedo con il massimo rispetto: quanto conta, per una donna come lei, il potere? Intendo non solo quello che si percepisce esteriormente, ma quello più sottile, psicologico… quello che si esercita senza mai dover alzare la voce.

Io (nel mentre lo fisso, con calma, mentre porto la tazzina alle labbra):
Conta moltissimo. Ma non come dominio fine a sé stesso. Il potere, per me, è equilibrio: la capacità di farsi ascoltare con uno sguardo, di guidare una situazione con un gesto o una parola. È una forma di consapevolezza profonda, non di imposizione.

Cris annuisce e mi domanda:
Quindi non si tratta di “comandare”… ma di far accadere le cose nel modo giusto?

Io (sorridendo e inclinando la testa):
Esatto. Il vero potere non ha bisogno di forzature. È naturale, silenzioso, ma assoluto.
Ed è questo che, credo, affascina. Nei miei scatti, nelle collaborazioni, e forse anche nella vita di tutti i giorni.

Cris (ora ha un tono più basso, quasi riflessivo):
Credo che comincio a capire perché il suo pubblico la trovi così magnetica… non è solo l’eleganza, è il controllo "sereno" che lei ha...

Io (sorrido ma do a vedere una certa sicurezza):
Forse sì. Ma non dimenticare mai una cosa, Cris: il vero controllo… nasce sempre da un profondo piacere nel concederlo, quando si sceglie di farlo.

Cris rimase in silenzio per un attimo. Le parole “il vero controllo nasce dal piacere nel concederlo” gli giravano in testa come una melodia lenta, difficile da dimenticare. C’era qualcosa, in quella risposta, che andava oltre la semplice teoria... Gli suonava come fosse un principio di vita.

Cris (dopo attimi di silenzio riflessivo mi disse): 
È un concetto affascinante, quasi… filosofico. Mi viene da chiederle: questo equilibrio tra controllo e abbandono, lo ha imparato o lo ha sempre sentito dentro di sé?

Io: (mentre appoggio la tazzina sul tavolino, lo sguardo fermo ma dolce)
Credo di averlo sempre avuto dentro. Poi la vita, le esperienze, gli incontri giusti lo hanno solo fatto emergere. In fondo, ogni donna ha in sé entrambe le forze: quella che guida e quella che accoglie. Io ho solo imparato a non metterle in conflitto, ma a farle danzare insieme.

Cris: (annuisce, pensieroso)
Danzare… mi piace questa immagine. Eppure, osservandola, sembra tutto così naturale, quasi inevitabile. Come se ogni suo gesto avesse già il suo significato, anche quando è silenzioso.

Io: (con un sorriso appena accennato)
Il silenzio, Cris, a volte è la risposta più eloquente. Nelle parole c’è la forma, ma nei silenzi c’è la sostanza.

Un attimo di pausa. Il tempo di una boccata d’aria e di uno sguardo che si fa più intenso.
Fu lui a rompere quel piccolo incantesimo, cercando di riportare la conversazione su un piano più “razionale”, ma con una curiosità sempre più viva.

Cris:
Le va se le chiedo qualcosa di più personale, ma legato al suo modo di vivere la femminilità?
Quando si guarda allo specchio, cosa vede prima: la Miss o la Donna?

Io: (ci rifletto un istante.. forse anche due ma poi rispondo con calma)
La Donna, sempre. La Miss è una parte di me, ma nasce da lì, dalla Donna che sono. È la mia estensione, il mio linguaggio, la mia espressione visibile. Ma senza la Donna… non ci sarebbe null' altro da mostrare.

Cris:
E la Mistress?

Io: (sorrido, inclinando la testa e facendo capire che mi aspettavo questa domanda)
Lei è l’altra faccia dello specchio. È quella che mi ricorda che anche la dolcezza ha una forza, e che la fermezza può essere un atto d’amore.

Cris la osservò un momento, poi si sistemò leggermente sul divano. Mosse tipiche di chi si sente come a disagio ma anche conquistato, affascinato, attratto. (Già partivo in netto vantaggio, in quanto lui era lì per via dell' attrazione verso me e i miei piedi...) L’atmosfera si era fatta come più intima, ma non nel senso fisico: era una vicinanza mentale, fatta di curiosità e (tanto, devo riconoscerlo) rispetto.

Cris:
Posso chiederle qualcosa sul suo rapporto con il pubblico?
Lei ha un seguito importante, persone che la ammirano, che la osservano, che traggono ispirazione dalla sua immagine. Mi chiedo: quanto di ciò che mostra è “personaggio” e quanto invece è realmente lei?

Io: (incrocio le mani, pensierosa)
È una domanda che mi fanno spesso. E la risposta è più semplice di quanto sembri: non c’è una grande differenza.
Miss Sanny nasce da me o meglio, dal mio compagno a esser sinceri, ma non deriva da un copione. Certo, c’è una cura estetica, una consapevolezza dell’immagine, ma non recito mai un ruolo.
In ogni foto, in ogni post, in ogni parola… c’è sempre una parte autentica di me. Spesso pubblico dei" dietro le quinte", gaffe ed errori vari, proprio per fare vedere che io sono così, spontanea e genuina. Con tanti difetti, ma nessun filtro nè artefizi vari.

Cris: (annuisce lentamente)
E quando chiude il profilo, spegne le luci, si toglie le scarpe alte… chi resta?

Io: (sorrido con un tocco di tenerezza)
Resto io. La stessa persona, ma in un’altra dimensione.
Nel mondo reale non cambio, semplicemente mi spoglio dei simboli: i tacchi, la mise, il telefono che mi riprende. Resto la Donna, quella che ama le piccole cose, il profumo del caffè, le risate sincere.
Miss Sanny non è un travestimento, è un linguaggio. Una forma elegante di esprimere ciò che sono, anche quando nessuno guarda.

Cris:
Quindi non c’è una separazione tra la donna e la figura pubblica?

Io: (sorridendo di gusto, pensando al fatto che lui pensi come se fossi una Vip)
No, non una vera separazione. Diciamo che online mostro la mia essenza più visiva, quella che parla di stile, di sensualità, di energia femminile.
Nella vita reale mostro la parte più quieta, più intima, ma la sostanza è la stessa.
Non potrei mai sostenere un’immagine che non mi appartiene: la verità si sente, e chi mi segue la percepisce. E credo fermamente di dare appieno l' idea al mio pubblico di apparire per come sono realmente.

Cris: (sorridendo)
Forse è proprio questo che la distingue: la naturalezza con cui riesce a essere sé stessa… anche quando tutti la osservano.

Io: (inclino appena il capo, con voce pacata)
Forse sì. Ma non è un merito: è una scelta. La scelta di non nascondersi dietro un personaggio, ma di trasformare la propria autenticità in stile.

Cris:
Parlando di autenticità… posso toccare un tema forse un po’ più delicato?

Io: (sorrido incuriosita)
Mmm le domande delicate sono spesso le più vere. Ma va bene, siamo qui per questo anche..

Cris:
Lei parla molto di eleganza, di consapevolezza, di femminilità.
Mi chiedo come vive il tempo... Intendo, il suo scorrere in rapporto alla bellezza.
La donna, il corpo, l’immagine… cambiano. Ma in lei non si avverte alcuna “paura” del tempo.

Io: (prendo un bel respiro, come per scegliere bene le parole)
Il tempo non è un nemico, Cris. È un maestro. Come l' esperienza, ti insegna a guardarti con più verità, a capire cosa conta davvero, a distinguere ciò che luccica da ciò che brilla di luce propria.

Quando ero più giovane, la bellezza era per me una forma di potere: curare la linea, l’immagine, l’abito, il dettaglio… tutto aveva un fine, quasi un messaggio.
Oggi invece è diventata una forma di gratitudine.
Mi prendo cura di me non per apparire, ma per rispettarmi.

Cris:
Eppure la sua immagine resta magnetica, sempre elegante, mai eccessiva. C’è un segreto dietro questa naturalezza?

Io: (ribatto pressochè subito)
Nessun segreto. Solo coerenza. Essere se stessi, sempre, anche quando sarebbe più facile compiacere gli altri. Credo che la vera bellezza sia questo: sapersi accettare e sapersi raccontare con sincerità. Difetti compresi. Questi ultimi sono poi la parte più difficile: è dura conviverci, figuriamoci riuscire a scherzarci su. Ma spesso riesco a superare anche questa cosa, pur sempre ringraziando il meraviglioso uomo al mio fianco, che mi da consigli, maggior sicurezza, e appoggio.

Cris: (annuisce e sospira al tempo stesso)
Quindi, se dovesse dare una definizione della bellezza oggi, la sua personale… quale sarebbe?

Io:
La bellezza è armonia. È quando ciò che senti dentro si riflette in ciò che mostri fuori.
Non è mai solo estetica: è un dialogo tra anima e immagine. E più impari ad ascoltarti, più diventa autentica.

Cris:
E pensa che questo valga per tutte le donne?

Io:
Assolutamente sì.
Ogni donna ha una forma di bellezza unica, ma non tutte imparano a riconoscerla.
Viviamo in un mondo che ci spinge a confrontarci, a rincorrere modelli che non ci appartengono.
Io credo invece nella libertà di piacersi per ciò che si è, non per ciò che si dovrebbe essere.

Un attimo di silenzio.
Cris alzò lo sguardo dal telefono e mi osservò per qualche secondo, come se stesse ancora elaborando le mie parole.

Cris: (a bassa voce)
Credo che questa sia la definizione più sincera di femminilità che abbia mai sentito.

Io: (sorridendo appena)
Forse perché viene da una donna che ha smesso di voler piacere a tutti… e ha iniziato a piacersi davvero.

Cris:
C’è un aspetto che mi incuriosisce molto, se posso.
Lei trasmette una sicurezza notevole... calma, elegante, ma decisa.
Mi chiedo come reagiscono le persone di fronte a questa energia.
Parlo sia degli uomini, che spesso restano incantati (come me, lo confesso), sia delle donne, che forse la guardano con un misto di ammirazione e curiosità. Ma anche gelosia...?

Io: (sorrido con un’espressione pacata)
Dipende, Cris.
Chi guarda con apertura, percepisce la mia sicurezza come una forma di ispirazione, non di sfida.
Chi invece è ancora intrappolato nell’idea che una donna in abiti sensuali sia una poco di buono, beh forse è questa la gente che discrimina le persone e punta il dito verso gli altri.

Con le donne, però, accade spesso una cosa bella: molte mi scrivono, mi raccontano di come abbiano riscoperto il piacere di sentirsi femminili senza sentirsi deboli. Non mi riferisco ad altre "miss", ma a donne che grazie ai miei post si convincono che essere sexy per il proprio partner è una bella cosa. Forse però non mi vedono come una "eventuale rivale" per via del fatto che i miei post spesso volgono alla pubblicità del prodotto del negozio di intimo per il quale coopero.
E poi, tornando al discorso di prima, aggiungo che essere Donna non significa mai scegliere tra forza e grazia: significa saperle fondere.

Cris:
E con gli uomini?

Io: (lo guardo con un sorriso più enigmatico)
Con gli uomini è… interessante.
Alcuni sono affascinati, ma non sempre comprendono.
Altri, invece, si sentono in qualche modo provocati. No, non intendo nel senso banale del termine (quelli spesso li blocco perchè sono i classici volgari, grezzi..), Alcuni li percepisco affascinati ma nel profondo. Probabilmente li spiazza il fatto di vedere una donna che non cerca approvazione.

Cris: (annuisce)
Forse perché l’autenticità disarma.

Io:
Esatto.
Quando non giochi a piacere, ma ti limiti a essere te stessa, le maschere cadono anche negli altri.
E lì nasce il vero incontro, quello che non dipende da ruoli o apparenze.

Cris:
Ha mai percepito invidia o diffidenza? Nei suoi confronti intendo.

Io:
Oh, certo. Ma fa parte del percorso.
Ma l’invidia a volte è solo ammirazione che non sa come esprimersi.
Io preferisco trasformarla in dialogo, o semplicemente in silenzio. Dipende da chi e da come si pone. Non tutto merita risposta. Figuriamoci tutti.

Cris: (sorride, quasi colpito dalla semplicità del tono)
Ha un modo molto sereno di leggere le persone.

Io:
Credo che ogni persona rifletta ciò che porta dentro.
Se guardi con paura, vedi minacce.
Se guardi con curiosità, trovi bellezza.

Cris: (fa una breve pausa, poi con tono più riflessivo)
E lei, come guarda gli altri?

Io: (un leggero sorriso)
Con rispetto, sempre.
E con una punta di indulgenza, quando serve.
Ognuno ha il proprio cammino, le proprie ombre, le proprie verità.
Io cerco solo di non giudicare ma di osservare, capire, e magari… lasciare un piccolo segno positivo nel passaggio.

Cris:
Lei parla spesso di equilibrio, di autenticità, di armonia.
Mi chiedo: dove si colloca la libertà in tutto questo?
È un concetto che sembra starle molto a cuore… ma cosa significa, davvero, per lei essere libera?

Io: (inspiro piano, riflettendo un istante)
La libertà, per me, non è fare ciò che si vuole.
È essere coerenti con sé stessi, anche quando non è comodo.

Cris:
Eppure immagino che non sia sempre facile, soprattutto quando si vive anche sotto lo sguardo del pubblico.

Io:
No, non lo è.
La libertà ha un prezzo: la solitudine, a volte.
Quando non segui le regole non scritte, quando decidi di non uniformarti, inevitabilmente resti fuori da certi schemi.
Ma è un prezzo che pago volentieri, perché l’alternativa sarebbe vivere a metà — e io non sono fatta per le mezze misure.

Cris: (annota qualcosa rapidamente sul suo block notes, poi alza lo sguardo)
E nei legami affettivi? Come si concilia questa indipendenza con l’amore, con la condivisione?

Io:
L’amore vero non toglie libertà, la amplifica.
Quando ami qualcuno che ti accetta per come sei, puoi mostrarti senza filtri.
Il mio compagno, ad esempio, non ha mai cercato di “contenere” la mia natura.
Al contrario: l’ha incoraggiata, l’ha capita. E come detto prima, devo tutto a lui a dire il vero.
È una forma di libertà condivisa, dove ciascuno resta se stesso, ma cammina accanto all’altro.

Cris:
Quindi non c’è possesso, ma complicità.

Io:
Esattamente.
Il possesso nasce dalla paura di perdere, la complicità nasce dalla fiducia.
E la fiducia è la forma più alta di libertà che si possa concedere a qualcuno.

Cris: (pensieroso)
Le sue parole fanno riflettere…
Pensa che questo equilibrio si possa imparare, o è qualcosa che si conquista solo col tempo?

Io:
Si conquista, e si protegge.
Ogni persona passa attraverso momenti di dubbio, di compromessi, persino di rinunce.
Ma poi arriva il punto in cui capisci che nessuno può dirti chi essere. È in quel momento che inizi davvero a vivere libera. E quando in quei momenti incontri una persona speciale, è fatta.

Cris:
Torniamo allora alle due parole che la rappresentano e incuriosiscono di più: Miss e Mistress.
Sono termini che, presi alla lettera, evocano mondi diversi… ma in lei sembrano fondersi.
Come li interpreta, davvero?

Io: (sorrido, incrociando le dita)
Miss per me rappresenta la grazia, la cura, l’eleganza.
È la donna che conosce il proprio valore, che si muove con rispetto verso sé stessa e verso gli altri.
Miss è la forma, la presentazione, il sorriso che apre le porte.

Mistress, invece, è il contenuto.
È la consapevolezza, la forza silenziosa, la lucidità con cui si sceglie e si guida.
Non si tratta di potere nel senso di dominare qualcuno, ma di un potere interiore:  quello di non doversi nascondere, di non chiedere permesso per essere come si è.

Cris:
Quindi potremmo dire che Miss è l’immagine e Mistress l’essenza?

Io:
In un certo senso, sì.
Ma insieme formano una sola identità: una donna completa, capace di tenerezza e di fermezza, di accogliere e di condurre.
Non sono due ruoli separati, ma due sfumature della stessa presenza.

Cris: (fa una breve pausa)
Molti associano a questi concetti anche un certo tipo di fascinazione visiva… un’estetica che richiama, diciamo, il feticismo.
Come vive questo aspetto lei, che fa dell’immagine e dello stile un linguaggio personale?

Io:
Con naturalezza.
Il feticismo, se lo togli dai pregiudizi, è solo un modo di celebrare i dettagli.
Non è qualcosa di oscuro o proibito: è un linguaggio estetico, un’attenzione profonda alle sensazioni, ai materiali, alle forme.
In fondo, anche l’arte, la moda, la fotografia vivono di questo: del piacere di osservare e di lasciarsi attrarre.

Cris:
Quindi per lei non è un limite, ma una forma di espressione?

Io:
Esattamente.
L’ammirazione per il dettaglio (che sia un gesto, un tessuto, una linea) è un modo di dare valore al corpo e a ciò che comunica.
Io lo interpreto come un tributo all’estetica, non come un’ossessione.
Credo che il vero fascino stia nella mente, non negli oggetti.
Gli oggetti sono solo simboli: parlano di ciò che siamo, di ciò che cerchiamo, di come percepiamo la bellezza.

Cris: (annuisce lentamente)
In effetti, osservando i suoi contenuti e il modo in cui comunica, si percepisce sempre una ricerca di equilibrio tra sensualità e cultura visiva.
Mai eccesso, mai volgarità.

Io: (sorrido)
Perché la sensualità, quando è autentica, non ha bisogno di essere gridata.
È nei gesti piccoli, nella cura, nel modo in cui si trasmette rispetto anche attraverso l’immagine.
E credo che sia questo che le persone sentono: che dietro Miss Sanny c’è una donna che parla di libertà e bellezza, ma con consapevolezza.

Cris:
C’è un aspetto del suo stile che torna spesso nei servizi fotografici e anche nei contenuti che condivide.
Mi riferisco al modo in cui valorizza i dettagli: le gambe, i piedi, le calze, i tessuti.
Sono elementi molto presenti, ma sempre trattati con gusto e misura.
Posso chiederle che valore attribuisce a questi dettagli?

Io:
È una bella domanda, e non banale.
Per me i dettagli sono il linguaggio più raffinato del corpo.
Un tessuto che avvolge la pelle, la linea di una caviglia, il movimento di un passo: sono piccole armonie che raccontano più di mille parole.
Non si tratta di ostentare, ma di suggerire.
Il nylon, ad esempio, ha una grazia visiva unica: è trasparenza controllata, come un filtro che lascia intravedere ma mai del tutto scoprire.

Cris:
Quindi è un modo per comunicare equilibrio?

Io:
Esatto.
Il nylon, le calze, i tacchi… sono strumenti estetici.
Non servono solo a “decorare”, ma a definire un’attitudine: precisione, compostezza, controllo.
Quando una donna sceglie certi dettagli, non lo fa solo per piacere ma per raccontare chi è, o come vuole muoversi nel mondo.

Cris:
E secondo lei perché questi elementi, come i piedi o le gambe, suscitano così tanto fascino?

Io:
Perché rappresentano movimento e presenza.
I piedi sono il contatto con la terra, la base, il punto in cui la grazia incontra la forza.
Le gambe danno ritmo, portano direzione.
E poi, nella fotografia o nella moda, tutto ciò che è “accennato” cattura più dell’evidente.
È una forma di arte visiva: suggerire invece di mostrare.

Cris:
Mi piacerebbe tornare un po’ indietro nel tempo, se non le dispiace.
Abbiamo parlato della Donna, della Miss, della Mistress… ma com’è nata Miss Sanny online?
Cosa l’ha spinta a condividere se stessa, il suo stile, la sua immagine con un pubblico così vasto?

Io:
In realtà tutto è cominciato con leggerezza.
All’inizio non c’era un piano, né l’idea di costruire un personaggio.
Condividevo semplicemente alcuni scatti dei miei piedi. E in pochissime settimane mi sono accorta che quelle immagini, che per me erano solo espressioni di gusto personale (del mio uomo), cominciavano a suscitare interesse, domande, dialoghi.

Cris:
Quindi è stato un percorso quasi spontaneo.

Io:
Sì, assolutamente.
Miss Sanny è nata più come un diario visivo che come un progetto. Difatti il primo nome della mia pagina facebook era "Sanny Feet Diary": una sorta di diario ma online.. e basato prettamente sui piedi.
Poi, nel tempo, è diventata qualcosa di più: uno spazio di confronto, un modo per comunicare eleganza, libertà e identità femminile.
Non ho mai voluto essere un modello da imitare, ma una voce che racconta che ogni donna può sentirsi bella e sicura, a modo suo.

Cris:
E quando ha capito che quel piccolo spazio stava diventando una vera e propria “presenza”?

Io:
Quando ho iniziato a ricevere messaggi che mi dicevano “peccato non si veda il resto”, “sarebbe fantastico”. Nel mentre poi cominciò pure la prima fase di collaborazione col sito.
Lì comunque posso dire di aver capito che non era più solo estetica: era comunicazione emotiva.
E da quel momento ho deciso di prendermi più cura di Miss Sanny come di un progetto serio, ma sempre autentico. Finendo col mostrarmi, prima parzialmente fino ad uscire al "totale scoperto" degli ultimi tempi.

Cris:
Il nome stesso, “Miss Sanny”, come nasce?

Io:
È un gioco semplice tra il mio nome e la mia attitudine. In realtà non ho un nome italiano e come ben saprai in Italia si usa sempre un abbreviativo o un nomignolo. Col mio nome, Oxana (che online in pochissimi conoscono), mio marito ci ha trovato Sanny come "nome d'arte" dicendomi:
“Miss” rappresenta la parte elegante, curata, quella che si muove con misura.
“Sanny” invece è più spontanea, solare, vicina alla mia parte reale. Ed è friendly.
Insieme creano un equilibrio che mi somiglia: la disciplina e la leggerezza, la forma e il sorriso.

Cris:
E da allora non ha mai smesso...

Io:
No, perché non è mai stato un ruolo, ma un’estensione di me.
Ogni post, ogni progetto, ogni collaborazione è un piccolo frammento del mio percorso.
E credo che la gente resti, negli anni, proprio per questo: perché non ho mai cambiato direzione, ho solo approfondito il senso di quello che faccio.

Cris si guardò intorno, quasi stupito da quanto velocemente fosse trascorso il tempo.
Sul tavolino, le tazzine di caffè ormai fredde segnavano la durata di un dialogo che aveva preso vita da solo, come una conversazione tra due persone che si erano comprese più del previsto.

Cris:
Credo che abbiamo attraversato un bel viaggio oggi.
Dalla Donna alla Miss, dalla libertà all’eleganza, fino alle origini di Miss Sanny…
Eppure ho la sensazione che ci sia ancora molto da scoprire.

Io:
Oh, sicuramente sì.
Questo è solo l’inizio. Ogni fase del mio percorso, soprattutto online, ha avuto la sua storia, i suoi rischi, le sue soddisfazioni.
Ma credo che meriti uno spazio tutto suo per raccontare come sono cambiati i linguaggi, le immagini, le relazioni con chi mi segue.

Cris:
Allora direi che mi riservo di tornare presto, magari per approfondire proprio quello:
gli anni di crescita sui social, i cambiamenti, le scelte e le sessioni...

Io:
Con piacere.


Cris: Perfetto, allora. Direi che per oggi abbiamo riempito le pagine giuste… e lasciato in sospeso quelle che serviranno domani.

Io:
Come ogni storia ben raccontata: si chiude un capitolo, ma si intravede già il prossimo.

Cris sorrise, chiudendo il taccuino con un gesto lento, quasi rispettoso.
E mentre lei si alzava per accompagnarlo alla porta, l’aria nella stanza sembrava ancora vibrare di quella calma energia che aveva accompagnato ogni parola.


"C’è una cosa che non vi ho ancora confessato: mentre parlavamo, la vera intervista non avveniva con la voce. Cris è un devoto estimatore dei piedi e, dal momento esatto in cui ha posato gli occhi sui miei, ha smesso di essere un semplice interlocutore per diventare un mio suddito. Ha chiesto udienza principalmente per questo: per il privilegio di stare al mio cospetto.

Mentre rispondevo con studiata indifferenza, mi godevo lo spettacolo della sua sottomissione. Lo guardavo scivolare a terra, sdraiarsi sul pavimento senza vergogna, solo per avere una visuale più vicina e sacra della mia pelle. Tra una domanda e l’altra, le sue mani non cercavano appunti, ma cercavano me; mi massaggiava con un’intensità quasi religiosa, assaporando ogni curva dei miei piedi come se fossero l'unica verità al mondo. Io, Miss Sanny, dettavo il ritmo: ogni sua parola era un omaggio, ogni suo gesto un tributo alla mia perfezione. Alla fine, non era più un'intervista... era una resa."



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lunedì 26 gennaio 2026

Perchè le calze vintage costano parecchi soldini?

Approfondisco un tema spesso riscontrato tra i miei fan, e discutendone con il mio sponsor Intimoperte.com, è emersa la stessa "problematica". 

Ho approfondito quindi con lui la cosa e la riassumo qui, per chi avrà il piacere di leggere e approfondire la cosa.

Le calze vintage, soprattutto le RHT (Reinforced Heel & Toes) e le autentiche FF (Fully Fashioned) prodotte sui telai originali degli anni ’40, ’50 e ’60, non sono semplicemente un accessorio di abbigliamento, ma un vero e proprio oggetto di cultura tessile e di lusso storico: si tratta di un prodotto di classe assoluta, oggi realizzato soltanto da pochissime aziende in tutto il mondo, che ancora utilizzano gli stessi macchinari d’epoca e le stesse tecniche di produzione artigianale, e che, non a caso, propongono una gamma molto limitata con prezzi che partono mediamente dai 50–70 euro a paio, arrivando facilmente anche a 100–150 euro per i modelli più raffinati. 

Le calze vintage originali, però, hanno un valore ancora più complesso da comprendere, perché non stiamo parlando di merce “nuova”: sono prodotti che hanno dai 20 ai 60, 70 anni, e il loro prezzo non è legato solo al nylon o alla seta di cui sono fatte, ma soprattutto al tempo, alla rarità e al lavoro invisibile che serve per portarle oggi sul mercato. 

1. La ricerca

 
La prima voce di costo è infatti la ricerca degli stock: non esistono magazzini pieni di migliaia di paia pronti all’uso, ma solo piccoli lotti sparsi per il mondo — scatole dimenticate in vecchi negozi, rimanenze di magazzini chiusi da decenni, collezioni private — spesso composti da 5, 10, 20, 50 o 100 pezzi al massimo, e quasi mai vicini geograficamente a chi li deve acquistare e rivendere. 
Questo significa che il venditore serio è costretto a comprare a distanza, a scatola chiusa, dopo trattative spesso lunghe e costose, senza poter controllare di persona ogni singolo paio: e questo comporta un rischio reale, perché molte calze, anche se nuove e mai indossate, possono essere state conservate male per decenni, magari in cantine umide, armadi polverosi o vecchi garage, assorbendo odori sgradevoli o subendo micro-danneggiamenti del filato che le rendono invendibili. 

2. L' inventario

 
E anche quando tutto va bene e lo stock è di qualità (cosa molto rara), il lavoro non è affatto finito: ogni singolo paio deve essere controllato, ispezionato e catalogato a mano, perché non esistono due scatole uguali e ogni lotto è un mondo a sé. 

3. La grafica 

 A differenza dei prodotti moderni, inoltre, non esistono cataloghi ufficiali, immagini di fabbrica o shooting pronti all’uso: per poterle vendere occorre ingaggiare una modella, organizzare uno shooting fotografico, utilizzare alcuni dei pezzi (che quindi diventano merce non più vendibile come “nuova”), scattare, selezionare, elaborare e pubblicare le immagini, sostenendo costi di tempo, lavoro e denaro. 

4. La selezione

A tutto questo si aggiunge il fatto che, in ogni stock, una parte significativa della merce risulta inevitabilmente invendibile o difficilmente vendibile: taglie troppo piccole o troppo grandi, colori poco richiesti, modelli danneggiati, paia fallate o semplicemente non appetibili per il mercato moderno. Di conseguenza, il margine dei pezzi migliori deve coprire non solo il loro costo, ma anche quello di tutta la parte che non potrà mai essere venduta. Ecco perché, anche quando uno stock viene acquistato a un prezzo apparentemente “basso”, spesso anche 5–10 euro a paio o più all’origine, il prezzo finale di una vera calza vintage non può essere paragonato a quello di un prodotto industriale moderno: quello che si paga non è solo una calza, ma decenni di storia, una lavorazione ormai quasi scomparsa, una rarità reale e una filiera di ricerca, selezione e valorizzazione che non ha nulla di economico o semplice. 


Condivido un mio pensiero che credo possa essere condiviso da molti: in sintesi, una calza vintage autentica non costa “tanto”: vale tanto, perché è uno dei pochissimi oggetti di moda che il tempo non ha reso più comune, ma infinitamente più raro.


Ringrazio l' azienda CG Trade  (www.INTIMOPERTE.com) per il tempo dedicatomi


 

mercoledì 14 gennaio 2026

13-14-15 febbraio: Miss Sanny a Firenze ❤️‍🔥

 

Si! Firenze mi aspetta per un evento. Parteciperò infatti a "Immagine Italia & Co. 2026 - Fortezza da Basso" (è dal 14 al 16 febbraio 2026) con pass operatore rilasciato grazie a CG Trade (intimoperte.com).

Quando l’amore si fonde con la devozione, Firenze diventa la cornice perfetta per un’esperienza che va oltre il semplice San Valentino.

Non è un semplice weekend: è un invito a esplorare la passione, la complicità e l’adorazione con Miss Sanny — una donna da viziare, servire e contemplare. Chi ha letto del suo arrivo a Ferrara il 2 ottobre sa già cosa significa concedersi a una presenza così magnetica e dominante.

📍 13 febbraio – Firenze
Arrivo e primo contatto: una cena elegante preparata con cura e attenzione, dove ogni sguardo e ogni gesto diventano parte di un gioco sottile di potere e seduzione. È il momento per chiudere le distanze e capire le dinamiche..

👠 Momenti di devozione
Dopo cena, un momento di devozione reale: inginocchiarsi per contemplare i miei piedi, i miei tacchi, la mia presenza. Non è solo attrazione — è consegna di sé, con rispetto, desiderio e intensità.

🔥 14 febbraio – San Valentino alternativo
Il giorno di San Valentino non deve essere convenzionale. Con Miss Sanny, diventa un’esperienza dedicata all’esplorazione dei sensi: dalla contemplazione fisica alla dinamica di potere, passando per un contatto carico di significato e desiderio.

📌 Dettagli per incontrarmi
Offro incontri personalizzati: dalla cena elegante alla sessione vera e propria, con la possibilità di prenotare momenti di più ore in hotel per vivere questa esperienza in modo intimo e concentrato. 

🔥 15 febbraio: potrei prolungare il mio soggiorno...
Ma sarai degno della mia presenza?

Sta a te scegliere se vuoi essere l’uomo che paga per avere il privilegio di vedermi, o se resti solo a guardare da lontano.
Io sarò lì, e attendo chi avrà il coraggio (e il portafogli) per dimostrarmi quanto vale.
📩 Per info e dettagli →  https://deadelnylon.blogspot.com/p/sessioni-incontri.html
Scrivimi in privato. I contatti li trovi nella specifica sezione del mio blog.


sabato 27 settembre 2025

Il 2 ottobre Miss Sanny arriverà a Ferrara!

 


Il 2 ottobre sarò a Ferrara.
Io sono Mistress Sanny: una donna da adorare, viziare e servire.
Non sono qui per perdere tempo, ma per concedermi solo a chi sa dimostrarsi degno.

Le possibilità?

💎 Un incontro soft, fatto di una cena elegante, momenti di complicità e devozione.
👠 Una sessione reale, in cui potrai inginocchiarti e contemplare i miei piedi, i miei tacchi, la mia presenza. Potrai prenotare una notte in hotel, nel quale godrai di qualche oretta della mia compagnia..

Sta a te scegliere se vuoi essere l’uomo che paga per avere il privilegio di vedermi, o se resti solo a guardare da lontano.
Io sarò lì, e attendo chi avrà il coraggio (e il portafogli) per dimostrarmi quanto vale.

📩 Per info e dettagli →  https://deadelnylon.blogspot.com/p/sessioni-incontri.html

Scrivimi in privato. I contatti li trovi nella specifica sezione del mio blog.

sabato 9 agosto 2025

(NON) Scusate lo sfogo...

Testo in Italiano + English Version 

  

Oggi non userò filtri. Oggi vi parlo senza veli...

Negli ultimi giorni Facebook ha deciso di mettermi in shadow ban. Da una settimana le interazioni sono crollate di oltre il 90%. Bello, vero? Dopo un ennesimo ban, ci ho riprovato ancora con la nuova pagina e dopo alcune settimane in cui mi hanno spinta a pubblicare di più, a creare discussioni, a produrre contenuti di qualità, ora è come se non esistessi...

E va bene, mi sono detta: “Respira, Miss. Prenditi una pausa.”
Poi però è arrivato il giorno del mio compleanno.
E lì… il silenzio, o quasi.

Mi aspettavo di vedere affetto, partecipazione, supporto. Invece? Pochi auguri e pochissimi gesti concreti. Strano, per una Miss che ogni giorno viene “venerata” a parole, riempita di complimenti, idolatrata nei commenti. A parole, appunto.

Quando si tratta di dare un vero sostegno — non solo like, ma tempo, attenzione, e sì… anche soldi — quasi tutti si volatilizzano. C’è chi è tirchio, chi vuole tutto gratis, chi “per queste cose non spenderebbe mai un euro”, chi scrive “andate a lavorare”.

E allora chiarisco una volta per tutte: questo È un lavoro.
Non è un hobby, non è “giocare a fare la diva”. Ci sono ore di preparazione, shooting, selezione, editing, pubblicazione, interazione. Ci sono spese: software (70€ l’anno solo per un minimo di software per elaborare le foto), outfit, scarpe, calze di qualità (che si smagliano e vanno ricomprate). Sì, collaboro con Intimo Per Te e ho sconti, ma non vivo di regali. Il resto lo pago io.

Se pensi che basti essere fan per avere diritto a tutto gratis, ti sbagli. La visibilità, il coinvolgimento, il passaparola… tutto ha un valore. Un valore che molti qui dentro non hanno il coraggio — o la volontà — di riconoscere.

Il mio contenuto è il mio prodotto.
Come pagate un bar per il caffè o Netflix per una serie, così un creator va sostenuto: perché senza entrate, non c’è produzione. E senza produzione… non ci sono foto, video, post, momenti che oggi vi sembrano scontati.

Ma c’è una differenza enorme: il bar, Netflix, le multinazionali… se smettete di pagare, continueranno a esistere. Io no. Un creator indipendente vive di quello che riceve: un euro in più o in meno può fare la differenza tra poter creare e dover smettere.

Invece vedo gente pronta a spendere 200€ per un biglietto di concerto, 150€ per una cena che finisce in due ore, 15€ al mese per abbonamenti a piattaforme che manco vi rispondono… ma che storce il naso davanti a un caffè virtuale o a una donazione a chi vi intrattiene personalmente, vi risponde, vi dedica tempo e attenzioni reali.

Vi spiego perché un sostegno economico a un creator come me vale di più:

  • perché con me non siete un numero ma siete parte di una community viva;

  • perché ogni contributo ha un impatto diretto, immediato e visibile;

  • perché vi sto offrendo qualcosa che i “soliti volti vip” idolatrati non vi daranno mai: tempo, interazione, autenticità.

Chi mi supporta non sta “comprando” un contenuto: sta investendo per far sì che io possa continuare a produrre e migliorare. Chi non lo fa, semplicemente consuma finché c’è.


Il vero rammarico? Non il shadow ban, non le spese, ma scoprire che per la maggior parte delle persone, la Miss esiste solo quando pubblica. Se sparisco per qualche giorno, non si nota nemmeno. E questa, lasciatemelo dire, è una bella doccia fredda.

Oggi non sto cercando consolazioni. Sto dicendo la verità.
Se ti senti toccato, forse è perché sai che sto parlando anche di te.

Ma tranquilli, tornerò a sorridere, ma queste cose andavano dette
Q
uando ci vuole, ci vuole.


 

 


 Today I won't use filters. Today I'm speaking to you without veils...

In the last few days, Facebook has decided to shadow-ban me. For a week, interactions have plummeted by over 90%. Nice, right? After yet another ban, I tried again with the new page, and after a few weeks of them pushing me to post more, to create discussions, to produce quality content, now it's as if I don't exist...

Okay, I said to myself: "Breathe, Miss. Take a break."

But then my birthday arrived.

And there... silence, or almost.

I expected to see affection, participation, support. Instead? Few good wishes and very few concrete gestures. Strange, for a Miss who is "venerated" every day with words, showered with compliments, idolized in the comments. With words, indeed.

When it comes to providing real support—not just likes, but time, attention, and yes... even money—almost everyone disappears. There are those who are stingy, those who want everything for free, those who “would never spend a euro on these things,” those who write “go to work.”

So let me make it clear once and for all: this IS a job.
It's not a hobby, it's not "playing at being a diva." There are hours of preparation, shooting, selection, editing, publishing, interaction. There are expenses: software (€70 a year just for basic photo editing software), outfits, shoes, quality socks (which get runny and need to be repurchased). Yes, I collaborate with Intimo Per Te and get discounts, but I don't live off freebies. I pay for the rest.

If you think being a fan is enough to get everything for free, you're wrong. Visibility, engagement, word of mouth... everything has value. A value that many here don't have the courage—or the will—to recognize.

My content is my product.
Just as you pay a café for coffee or Netflix for a series, a creator must be supported: because without income, there is no production. And without production... there are no photos, videos, posts, moments that today seem obvious to you.

But there's a huge difference: the bar, Netflix, the multinationals... if you stop paying, they'll continue to exist. I don't. An independent creator lives off what they earn: a single euro more or less can make the difference between being able to create and having to stop. 

Instead, I see people willing to spend €200 on a concert ticket, €150 for a dinner that's over in two hours, €15 a month on subscriptions to platforms that don't even respond to you... but who turn up their noses at a virtual coffee or a donation to someone who personally entertains you, responds to you, dedicates real time and attention to you.

Let me explain why financial support for a creator like me is worth more:

because with me, you're not a number, but part of a living community;

because every contribution has a direct, immediate, and visible impact;

because I'm offering you something that the usual idolized "Celebrity faces" will never give you: time, interaction, authenticity.

Those who support me aren't "buying" content: they're investing so I can continue producing and improving. Those who don't are simply consuming while they're available.

The real regret? Not the shadow ban, not the expenses, but discovering that for most people, Miss exists only when she posts. If I disappear for a few days, it won't even be noticed. And this, let me tell you, is a real cold shower.

Today I'm not looking for consolation. I'm telling the truth.
If you feel touched, maybe it's because you know I'm talking about you too.

But don't worry, I'll smile again, but these things needed to be said.

When it's needed, it's needed.

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lunedì 4 agosto 2025

Un abito. Una scena. Il set è pronto. Chi ha il privilegio di esserci?

 


Se sei arrivato fin qui sappi che c’è qualcosa che accade solo una volta.... 

Piccola premessa:

"Ho avuto il piacere – e l’onore – di indossare un abito da cerimonia realizzato interamente a mano, su misura per me, da una sarta che trasforma tessuti pregiati Made in Italy in arte viva.
Una sottoveste in raso avvolgente, morbida e luminosa, su cui si poggia un ricamo in pizzo cucito punto dopo punto con cura artigianale.
Un lavoro che non si compra. Si celebra.

Ho avuto un trattamento davvero privilegiato e in cambio ho promesso di sponsorizzare con la mia presenza la creazione, scattando foto e girando materiale video per poter pubblicizzare online tali meraviglie".

  

E come ogni capolavoro, merita una cornice all’altezza:
📍 Una location elegante, riservata, raffinata.
🍷 Una cena intima, servita con stile.
📸 Uno sguardo discreto, presente, capace di cogliere ogni dettaglio e – magari – immortalarlo.
🎥 Perché sì, foto e video di quella magia andranno fatti. Ma non in posa fredda: servono occhi che vedano davvero, e mani che sappiano accompagnare il momento.

Se sei un mio fan e brami dalla voglia di conoscermi, sappi che hai l' occasione per potermi avere come tua ospite d' onore.

Sei uomo di mondo e sai bene che le Miss non si accontentano di una cena ma si aspettano un regalo (le classiche "rose"): beh... Io no. Mi aspetto soltanto di essere considerata come "tua Ospite d' Onore" e vedere dunque un gentleman che si offre di prenotare la location (raffinata ed elegante) che ritiene idonea e offrire la serata.

E, se sei un vero gentleman e vedo che non ti aspetti nulla in cambio oltre a godere della mia presenza.. non ti fai problemi se arrivo (ovviamente, come sempre del resto) accompagnata.
E no, non sarai il terzo incomodo, ma un caro commensale.
Chi ha già provato questo tipo di esperienza con noi, non si e' sentito diversamente da cio' che ho appena detto.

Ciò detto, se sei interessato, prevedo di svolgere l' evento dopo il 16 agosto o nella prima metà del mese di settembre al max.

Zona? Io vivo in provincia di Lecco, quindi ottimali sono le province lombarde limitrofe.. a meno che tu abbia possibilità/idee differenti.

Il modulo contatti è qui sul mio blog. Fai il tuo passo e vediamo un pò!

 

 

sabato 2 agosto 2025

Dominata dalla mia pausa

 

Doveva essere solo una pausa. Un momento tutto mio.

Ero sola nel mio studio, il corpo avvolto nel mio abito a maglia nero — un pezzo unico, aderente, che lasciava intuire tutto e svelava appena il necessario. Le gambe, allungate con eleganza sulla sedia da ufficio, erano fasciate da calze velate nere, sottili come un respiro. Ai piedi, i miei fedeli tacchi a spillo, neri, lucidi, veri strumenti di potere e seduzione.

Come ogni volta che sentivo il bisogno di attenzioni, stavo per chiamarlo: il mio schiavo personale. Il mio devoto. Colui che, senza dire una parola, si inginocchiava e cominciava a massaggiare i miei piedi come fossero un altare sacro.

Solo che, stavolta… ha deciso di non rispondere come al solito.

Silenziosamente, si è materializzato alle mie spalle. Non aveva l’atteggiamento del servitore. I suoi occhi erano diversi. Decisi. Affamati. Aveva lo sguardo del Padrone.

Prima che potessi dire qualcosa, mi ha sussurrato all’orecchio:

«Oggi i ruoli si ribaltano, Dea… oggi sei mia.»

Le sue mani sono scivolate sulle mie caviglie mentre sollevavo lentamente i piedi, facendomi scivolare le scarpe una dopo l’altra. I miei piedi nudi, ancora velati, erano lì, esposti, provocanti. Li ha osservati, quasi in adorazione. Ma non ha ceduto come sempre al desiderio di baciarli e adorarli. No. Ha preso il nastro adesivo e ha cominciato a legarmi alla sedia.

Caviglie serrate. Cosce bloccate. Polsi prigionieri. La sedia da ufficio era diventata il mio trono e la mia gabbia.

«Vediamo quanto resiste la Mia Dea…» ha sussurrato con un sorriso oscuro.

Poi, il ballgag rosso. Spinto tra le mie labbra, stretto dietro la nuca. L’umiliazione del silenzio imposto era inebriante. Il mio respiro si faceva più rapido, più profondo. I capezzoli duri sotto l’abito nero. La figa, umida. Calda. Pronta.

Ma non era finita.

Mi ha sdraiata, ancora legata alla sedia, in una posizione da cui non potevo fuggire. Nastro avana sulle labbra, più ruvido, più stretto. E poi, come un sigillo finale, il wand vibrante, fissato con cura sulla mia fessura palpitante.

Non potevo muovermi. Non potevo parlare. Solo mugolare, ansimare, godere — sotto il suo sguardo.

La vibrazione ha cominciato a pulsare in me come una marea rovente. Quando stavo per cedere all’orgasmo, lui lo sapeva. Lo sentiva. E lo spegneva.

Mi ha negato. Mi ha lasciata lì, sul bordo del piacere, impiccata all’agonia del quasi. Ogni fibra del mio corpo urlava. Volevo implorare. Volevo venire.

«Verrai solo quando lo decido io» ha detto, accarezzandomi e baciandomi il viso.

Ed è stato solo allora, al quarto picco interrotto, che ha lasciato il wand vibrare senza sosta, mentre sussurrava:
«Adesso sì. Ora puoi. Fammi vedere come gode una Dea… quando è completamente Mia.»

E io ho goduto. Forte. Lunga. Incontrollabile.
Sottomessa. Legata.
Posseduta. Perchè Lui è Lui..

E perchè è grazie a lui che anni fa ho scoperto queste "sfumature" e sono diventata una Padrona, che ha maturato le varie dinamiche del bondage e della dominazione anche attraverso l' esperienza in prima persona.















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Miss Sanny in "Intervista in sessione"

  Anni fa, agli inizi diciamo, mi proposero più volte di partecipare a interviste sul tema ma ho sempre declinato. Poi però, con le sessioni...

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