Approfondisco un tema spesso riscontrato tra i miei fan, e discutendone con il mio sponsor Intimoperte.com, è emersa la stessa "problematica".
Ho approfondito quindi con lui la cosa e la riassumo qui, per chi avrà il piacere di leggere e approfondire la cosa.
Le calze vintage, soprattutto le RHT (Reinforced Heel & Toes) e le autentiche FF (Fully Fashioned) prodotte sui telai originali degli anni ’40, ’50 e ’60, non sono semplicemente un accessorio di abbigliamento, ma un vero e proprio oggetto di cultura tessile e di lusso storico: si tratta di un prodotto di classe assoluta, oggi realizzato soltanto da pochissime aziende in tutto il mondo, che ancora utilizzano gli stessi macchinari d’epoca e le stesse tecniche di produzione artigianale, e che, non a caso, propongono una gamma molto limitata con prezzi che partono mediamente dai 50–70 euro a paio, arrivando facilmente anche a 100–150 euro per i modelli più raffinati.
Le calze vintage originali, però, hanno un valore ancora più complesso da comprendere, perché non stiamo parlando di merce “nuova”: sono prodotti che hanno dai 20 ai 60, 70 anni, e il loro prezzo non è legato solo al nylon o alla seta di cui sono fatte, ma soprattutto al tempo, alla rarità e al lavoro invisibile che serve per portarle oggi sul mercato.
1. La ricerca
La prima voce di costo è infatti la ricerca degli stock: non esistono magazzini pieni di migliaia di paia pronti all’uso, ma solo piccoli lotti sparsi per il mondo — scatole dimenticate in vecchi negozi, rimanenze di magazzini chiusi da decenni, collezioni private — spesso composti da 5, 10, 20, 50 o 100 pezzi al massimo, e quasi mai vicini geograficamente a chi li deve acquistare e rivendere.
Questo significa che il venditore serio è costretto a comprare a distanza, a scatola chiusa, dopo trattative spesso lunghe e costose, senza poter controllare di persona ogni singolo paio: e questo comporta un rischio reale, perché molte calze, anche se nuove e mai indossate, possono essere state conservate male per decenni, magari in cantine umide, armadi polverosi o vecchi garage, assorbendo odori sgradevoli o subendo micro-danneggiamenti del filato che le rendono invendibili.
2. L' inventario
E anche quando tutto va bene e lo stock è di qualità (cosa molto rara), il lavoro non è affatto finito: ogni singolo paio deve essere controllato, ispezionato e catalogato a mano, perché non esistono due scatole uguali e ogni lotto è un mondo a sé.
3. La grafica
A differenza dei prodotti moderni, inoltre, non esistono cataloghi ufficiali, immagini di fabbrica o shooting pronti all’uso: per poterle vendere occorre ingaggiare una modella, organizzare uno shooting fotografico, utilizzare alcuni dei pezzi (che quindi diventano merce non più vendibile come “nuova”), scattare, selezionare, elaborare e pubblicare le immagini, sostenendo costi di tempo, lavoro e denaro.
4. La selezione
A tutto questo si aggiunge il fatto che, in ogni stock, una parte significativa della merce risulta inevitabilmente invendibile o difficilmente vendibile: taglie troppo piccole o troppo grandi, colori poco richiesti, modelli danneggiati, paia fallate o semplicemente non appetibili per il mercato moderno. Di conseguenza, il margine dei pezzi migliori deve coprire non solo il loro costo, ma anche quello di tutta la parte che non potrà mai essere venduta. Ecco perché, anche quando uno stock viene acquistato a un prezzo apparentemente “basso”, spesso anche 5–10 euro a paio o più all’origine, il prezzo finale di una vera calza vintage non può essere paragonato a quello di un prodotto industriale moderno: quello che si paga non è solo una calza, ma decenni di storia, una lavorazione ormai quasi scomparsa, una rarità reale e una filiera di ricerca, selezione e valorizzazione che non ha nulla di economico o semplice.
Condivido un mio pensiero che credo possa essere condiviso da molti: in sintesi, una calza vintage autentica non costa “tanto”: vale tanto, perché è uno dei pochissimi oggetti di moda che il tempo non ha reso più comune, ma infinitamente più raro.
Ringrazio l' azienda CG Trade (www.INTIMOPERTE.com) per il tempo dedicatomi

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