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lunedì 23 febbraio 2026

La Creazione di una Sissy: dallo schermo al cospetto di Miss Sanny


La Creazione di una Sissy: Dallo Schermo al Tappeto di Miss Sanny

Marco era il ritratto della normalità: un lavoro stabile, una moglie, due figli e una routine rassicurante. Ma dietro lo schermo dello smartphone, la sua vita pulsava di un ritmo diverso. Si nutriva di sfottò virtuali, elemosinando briciole di attenzione da Mistress distanti che lo liquidavano con un insulto standard. Era un fallito virtuale, finché non si è imbattuto nel blog di Miss Sanny.
Lì non c’erano insulti a caso. C’erano "lezioni". C’era un metodo per plasmare gli slave e le sissy. Marco ha letto tutto: ha capito che la sua goffaggine non era un limite, ma la materia prima che io avrei lavorato. Quando ha scoperto che vivevamo a pochi chilometri, il brivido del virtuale è diventato il terrore, e il desiderio del reale.
“È il momento di smettere di sognare, Marco. Vediamo se hai il coraggio di esistere davvero,” gli scrissi su Telegram dopo i primi giorni di chat.
La trasformazione è iniziata a distanza. L’ho costretto a uno shopping mirato: niente capi volgari da film porno, ma capi scelti da me, per sottolineare la sua nuova natura di creatura al mio servizio. Lo guardavo via telegram mentre, impacciato, cercava di capire come indossare la sua nuova identità. Era grezzo, rigido, terribilmente mascolino nel suo tentativo di essere femminile. Ma era perfetto per essere distrutto e ricostruito.
Poi, il giorno della prima sessione reale. Di coppia, col mio uomo che avrebbe anch' esso suggerito passi e movenze della sissy, specie quando io mi riposavo o ero seduta.
Quando ha aspettato il mio arrivo in hotel, non c’era più lo schermo a proteggerlo. C’ero io, Miss Sanny, in tutta la mia imponente presenza fisica. Lo avevo già infarinato su alcuni dettagli inclusi i saluti di rito e difatti era in ginocchio, seminudo e capo chino, in attesa del mio ingresso e di porgermi il saluto che si deve a una Mistress (il baciascarpe ovviamente). Marco, l’uomo di famiglia, l’uomo d’affari, non esisteva già più: c'era lei, Paola.
“Sei più goffo di quanto immaginassi,” ho sussurrato, facendo scivolare via una scarpa e lasciando che il mio piede nudo trovasse alloggio sulla sua spalla.
Quando gli ho ordinato di andare in bagno a prepararsi, Marco ha tirato fuori dalla borsa ciò che conservava gelosamente come un tesoro proibito: i capi che indossava di nascosto quando la moglie non c'era. Quando è riapparso, lo spettacolo era deprimente. Indossava una divisa da cameriera orrenda, di color rosa chiaro, composta di un tessuto sintetico di pessima qualità e persino stropicciata e mezza sbiadita, dei collant carne e due paia di scarpe da donna, una davvero oscena con tacco basso e fibbia. Era il ritratto del cliché banale, la caricatura di un desiderio mai educato.
"Fermati proprio lì," gli ho intimato, bloccandolo a metà stanza. "Sei ridicolo. Quella roba non fa di te una sissy, fa di te solo un uomo vestito male. E' quasi offensivo nei miei confronti presentarsi di fronte a me cosi conciata"
L’ ho osservato con un misto di disgusto e divertimento. Quella divisa orrenda era l'ultimo residuo della sua goffaggine solitaria. Mi sono avvicinata lentamente e, con la punta del piede, ho sollevato il bordo di quel pizzo dozzinale. Sotto il mio sguardo, Marco ha iniziato a percepire tutta la sua mediocrità; la sua eccitazione da "travestito della domenica" è evaporata, sostituita da una vergogna profonda, autentica.
"Togli tutto. Adesso. La spazzatura va nel cestino, non addosso alle proprietà di Miss Sanny."
L'ho costretto a restare nudo e vulnerabile davanti a me, mentre sbattevo nel cestino quei capi sintetici che lui credeva speciali. Solo allora ho tirato fuori lo shopping mirato che gli avevo ordinato: capi scelti da me, tessuti che accarezzano la pelle ma segnano il ruolo. Lo abbiamo vestito pezzo dopo pezzo, sotto la mia direzione. Ogni gancio, ogni nastro stretto dalle mie mani o guidato dai miei piedi, era un chiodo piantato nella sua vecchia identità.
Quando abbiamo finito, non c'era più Marco l'impiegato nel suo costume di carnevale. C'era una creatura nuova, pulita, finalmente pronta a baciare i miei piedi non più come un feticista qualunque, ma come la mia sissy.
👠 Dalla Finzione alla Carne: La Metamorfosi di una Sissy
Avete mai visto un uomo di successo, un padre di famiglia, crollare sotto il peso della propria mediocrità?
Marco pensava di sapere cosa fosse la sottomissione. Pensava che bastasse un completino sintetico da pochi euro e una fantasia virtuale per essere una sissy. Si sbagliava. Miss Sanny non accetta la finzione.
In questa sessione educativa (e profondamente punitiva), ho distrutto il suo "kit di sopravvivenza" da dilettante per ricostruirlo da zero. L'ho messo a nudo, l'ho umiliato per la sua goffaggine e l'ho costretto a servire l'unica verità assoluta: i miei piedi.
Volete vedere come un uomo "normale" si trasforma in una creatura tremante ai miei ordini? Volete assistere alla sua prima, vera lezione di devozione reale?
Sul mio Patreon - Miss Sanny è ora disponibile il set completo della sua "Terapia d'Urto".
Cosa troverai all'interno:
  • 📸 Oltre 2,5 GB di materiale esclusivo tra foto ad alta risoluzione e video senza filtri.
  • 🎥 Il momento della spogliazione: la fine della sua vecchia identità. Ora è Paola, la mia sissy maid con gabbietta di castità e plug ben inserito. 
  • 🦶 La vestizione guidata, il primo vero contatto con i miei piedi. I suoi servizi e soprattutto le sue punizioni.
  • 🔥 La prova tangibile che la dominazione psicologica supera ogni cliché.
Non restare a guardare dal buco della serratura virtuale. Entra nel mio mondo e scopri cosa succede quando una sissy smette di sognare e inizia a servire per davvero.
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